mercoledì 8 aprile 2009

Passione dell'uom, passione di Cristo

Terremoto in Abruzzo
Passione dell'uomo, passione di Cristo

Ancora una volta siamo stati feriti nell’intimo del nostro essere da un evento sconvolgente. Così sconvolgente che è difficile sottrarsi alla domanda circa il suo significato, talmente supera la nostra capacità di comprensione.
La questione è tanto radicale quanto scomoda. Non possiamo cercare di chiuderla in fretta, desiderando di voltare pagina quanto prima per dimenticare.
Non è ragionevole restare prigionieri di una emotività che ci soffoca, tanto meno spostare l’attenzione su eventuali responsabili.
La carità sterminata, che si è documentata in questi giorni come moto spontaneo e che sarà necessaria soprattutto nei prossimi mesi quando ci sarà più bisogno di aiuto, indica che la dimenticanza non è l’unica strada.
Eppure neanche questa mossa è in grado di esaurire l’urgenza della domanda, suscitata dall’esperienza della nostra impotenza di fronte al terremoto.
Eventi come questo ci mettono davanti al mistero dell’esistenza, provocando la nostra ragione e la nostra libertà di uomini. Sprecare l’occasione di guardarlo in faccia ci lascerebbe ancora più smarriti e scettici. Ma per stare davanti al mistero dell’esistenza abbiamo bisogno di qualcosa di più della nostra pur giusta solidarietà. Da soli non possiamo.

La compagnia di Cristo - che è all’origine dell’amore all’uomo proprio del nostro popolo - si rivela ancora una volta decisiva nella nostra storia: una compagnia che dà senso alla vita e allamorte, alle vittime, ai sopravvissuti e a noi stessi, e sostiene la speranza.
L’imminenza della Pasqua acquista, allora, una nuova luce. «Egli che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi, come non ci donerà ogni cosa insieme con lui?» (Rm 8,32).

Comunione e Liberazione
Aprile 2009.

domenica 15 marzo 2009

Katyn: la rossa censura.

Come avrete sentito, il film del regista polacco Andrzej Wajda ha qualche problema di distribuzione nelle sale italiane, forse troppo impegnate tra wrestler e donne con sindromi da shopping compulsivo per permetterci di pensare.
Katyn, in Italia, è distribuito dalla Movimento Film. A questo indirizzo potrete trovare l'elenco delle sale che potranno proiettarlo (basta cliccare su 'sale'). Consiglio ai fortunati di prenderne visione, poichè si mette in gioco tante verità date finora per certe.
Purtroppo nella mia città non esistono cinema che lo proiettino (non ora, perlomeno). Così come in gran parte d'Italia il film non verrà trasmesso. A tali condizioni non potrà stupire il fatto che le persone finiscano poi per rivolgersi al mercato illegale pur di prenderne visione. Da parte mia, provvederò all'acquisto del dvd non appena sarà disponibile. Cioè - purtroppo - tra qualche mese.
Lascia l'amaro in bocca che le grandi major ci impediscano di vederlo solo in quanto 'non conforme' al sentito dire, tanto più quando poi vengono trasmessi film ridicoli quali quelli di Moore e compagnia cantante. Film risibili, certo, ma che, forti del sostegno di una buona dose di dollari, possono ottenere scenari ben più grandi di quelli che altri possono ritagliarsi.
Qui potrete leggere un'intervista al regista, a cura del settimanale aTempi, che ha solevato il caso della censura in Italia.
A questo indirizzo, invece, una dettagliata pagina su tutto ciò che concerne i film (cast, trama, cenni storici, ecc), a cura del blog Polonia Mon Amour.
Ai fortunati... buona visione!

venerdì 6 marzo 2009

Testamento biologico e accanimento terapeutico

Ho appena assistito ad un simpatico (sic) siparetto mediatico alla tv.
Trasmissione: Le Iene.
Argomento: Testamento biologico.
Il servizio è semplice: prendi alcuni personaggi noti (Teo Mammuccari, Linus, Gad Lerner, Wladimiro Guadagno - in arte Luxuria, Federica Panicucci) accuratamente scelti, (indovinate fra chi...), proponi loro la possibilità di dettare le proprie volontà in caso di 'coma vegetativo permanente' et voilà, il gioco è fatto. Una marea di luoghi comuni ('secondo me non è vita', oppure 'a mio modo di vedere cibare forzatamente è una terapia' - [Lerner dixit, al quale ci permettiamo di suggerire un piccolo ripasso]), aggiungi l'orrore (ma con rispetto in chiaro stile politically-correct, ci mancherebbe) per una condizione simile, tratteggiata finemente come inutile de facto, ed ecco servita la pietanza per chi si accontenta.
Ripetiamo la ricetta:
  • 'farcisci' la trasmissione con opinioni unidirezionali
  • 'taglia o escludi a priori' qualsiasi voce contrastante,
  • aggiungi una 'spruzzatina' di modernità e un apposito sito internet al quale inviare le proprie dichiarazioni
e il piatto è pronto.
Specchietti in salmì.
Solo per estimatori.

Ps: Questo per dire che non si può parlare di dignità della vita se prima non si ha chiaro cosa sia la vita.

Qualche approfondimento più serio e documentato - anche sul percorso che la legge dovrà fare in Parlamento - qui.

domenica 22 febbraio 2009

Sempre più padre



"Io penso che non potrei più vivere
se non lo sentissi più parlare
"

Grazie, Giuss, di aver detto il tuo 'si' al progetto di Dio, e così far in modo che in tanti sperimentassimo la Sua infinita misericordia!

martedì 17 febbraio 2009

Via libera alla Sardegna!!!

Eccomi tornato.
Scusate la prolungata assenza, son stato impegnato per le elezioni politiche nel dare il mio piccolo aiuto ad un amico: Giorgio.
Il risultato è stato un intensissimo mese fatto di corsa, di fatica e di bellezza, di rapporti , di pranzi e serate passate in compagnia di uno stupendo team di lavoro: Monica, Rita, Marinella, Anna, i due Gian Luca, Daniele, Laura, Valentina, e tanti altri.
Lavorare è un'altra cosa se davanti a te hai degli amici, se a sostenerti e richiamarti ci sono dei volti ben precisi.